In blu il mio trek |
Ad intervalli dalle 3 alle massimo 4 ore di cammino si trovano dei rifugi o bivacchi, ma sono molto frequentati, soprattutto il Tossal Verds, e ho trovato molto utile prenotarli dall'Italia. Prenotando giorno per giorno il rischio è dover saltare alcune tappe o doversi appoggiare ad alberghi molto cari.
In caso di necessità c'è sempre (con qualche limitazione la domenica) la possibilità di abbandonare il trek e spostarsi con i mezzi pubblici.
I rifugi, vecchie strutture splendidamente ristrutturate, sono molto comodi, puliti, per lo più situati in piccoli centri turistici facilmente raggiungibili dai mezzi pubblici e soprattutto economici; sconti per i soci CAI.
Proprio perché prima di partire alcuni rifugi erano pieni, ho dovuto cambiare il programma ed effettuare il trek al contrario, partendo da Pollenca.
1° primo giorno: arrivo a Pollenca al rifugio Pont Roma; salita al Calvario, al Puig de Maria e visita alla cittadina.
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2° giorno: visita di Alcudia, splendida, e salita all'Atalaya de Alcudia. Come per tutto il giro, dislivelli contenuti e km abbondanti. Oggi circa 18km, la maggior parte in una bella pineta marittima con panorami un po' velati sulla baia di Pollenca e la baia di Alcudia.
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3° giorno: inizia il trek della ruta de pedra en sec. Da Pollenca a Lluc 500m - 17km e il tempo inizia a cambiare. Una nebbiolina cala dentro al bosco e non vedo nulla delle cime intorno, come sarà sempre da ora in poi.
Oltre al rifugio di Son Amer si può alloggiare alla foresteria del monastero di Lluc a 15-20minuti dal rifugio, dove ci sono anche alcuni ristoranti e un negozio di alimentari aperto solo il mattino. Mentre visito il monastero e i suoi dintorni vedo minacciose nuvole nere sulle cime intorno. Faccio appena in tempo a rientrare al rifugio che si scatena il finimondo.
4° giorno: la tappa più lunga. Non avendo trovato posto al rifugio di "montagna" Tossal Verds, avevo programmato per oggi di arrivare al lago di Cuber e poi in autobus andare a Soller. Dopo circa un'ora di cammino la nebbia diventa sempre più umida e senza quasi rendermene conto mi ritrovo bagnata fradicia sotto un'acquazzone incessante. Quando arrivo al lago razionalizzo che non posso fermarmi quattro ore per aspettare l'autobus e decido di proseguire a piedi per Soller anticipando la tappa del giorno successivo. Risultato:36 km, 1000m di dislivello e 9.30ore di marcia di cui 8 sotto la pioggia. Questa doveva essere la tappa più bella, alla quota più elevata, con i tratti più caratteristici della ruta de pedra, con le case della neve, le fontane antiche, i picchi calcarei, il barranco di Biniarix e invece la nebbia ha uniformato tutto il panorama, la pioggia ha reso il trek una corsa nel fango.
5° giorno: recupero/quasi riposo. Anche oggi le montagne sono avvolte da nebbia e nuvole nere, invece al mare il cielo è un po' più chiaro e si intravede persino qualche fugace raggio di sole. Sciolgo le gambe con una passeggiata di quattro ore, salendo alla torre di Porto Soller e poi visitando Soller con una bella passeggiata in mezzo agli agrumeti carichi di arance e fiori profumatissimi. Prendo anche un po' di sole sulla scogliera al rifugio Muleta, ma poi riprende a diluviare.
6° giorno: nuvole e nebbia, molti partono con il taxi o con il bus o restano al rifugio. Per me prima tappa Deià, tra i terrazzamenti coltivati a ulivo, e poi Valldemossa. Due piccoli centri, due gioielli, visibilità quasi a zero. Ritorno a Deià al rifugio Can de Boi evitando l'abituale monsone pomeridiano.
7° giorno: Palma. In poco più di un'ora con l'autobus arrivo nella capitale. Il tempo adesso è in miglioramento. Giro per la città e i suoi monumenti.
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comlimenti, bel giro
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